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Gli effetti ottici delle gemme

Gli speciali effetti ottici delle gemme

“Supporre che l’occhio […] possa essersi formato per selezione naturale, mi pare, lo confesso sinceramente, del tutto assurdo.”

Charles Darwin (1809-1882), Origine delle specie

Alcune gemme possiedono particolari effetti ottici, chiamati “fenomeni” dai gemmologi e che fanno parte della struttura stessa della pietra preziosa. Un buon taglio, oltre ad aggiungere spesso valore, può contribuire a esaltare al massimo questi effetti unici, oppure, se necessario, a nasconderli. L’effetto occhio di Gatto, l’asterismo e la cangianza sono solo alcune proprietà ottiche particolarmente desiderate. Senza queste proprietà i nostri antenati non avrebbero considerato le gemme così rare, magiche e affascinanti e la nostra scelta attuale nel mondo delle pietre preziose sarebbe stata molto più limitata.

Adularescenza (Opalescenza)

Adularescenza non è forse un termine facile da ricordare, ma è un effetto molto facile da individuare. Adularescenza è la luce bianco-bluastra che luccica e scivola sulla superficie di quell’incantevole e romantica gemma, la Pietra di Luna.

La Pietra di Luna Arcobaleno

La Pietra di Luna Arcobaleno

L’adularescenza è dovuta a un “fenomeno di interferenza” o, più semplicemente, alla dispersione della luce ad opera di minutissimi cristalli di albite, più o meno isorientati nel monocristallo incolore che è la struttura base della gemma. Tale effetto prende il nome da una varietà di Pietra di Luna rinvenuta nelle Alpi svizzere (monte Adula) chiamata “Adularia”, e si chiama “opalescenza” quando lo si ritrova negli Opali.

Asterismo

Immaginate di essere la prima persona a osservare una gemma e a vedervi dentro una stella luminosa. Non meraviglia che le gemme fossero un tempo considerate con tanta superstizione. L’asterismo, noto anche come effetto “stella” o “asteria”, è un misterioso effetto ottico di rara bellezza che si riscontra specialmente nei Rubini e negli Zaffiri. L’asterismo è causato dal riflettersi della luce in due o più direzioni diverse. Tale fenomeno è dovuto a lunghe inclusioni a forma di ago disposte secondo un reticolo simmetrico.

Il Rubino Stellato

Il Rubino Stellato

Per ottenere l’effetto a stella (a quattro, sei e, in rari casi, dodici raggi), occorre che la gemma sia tagliata a “cabochon” (cioè in una forma convessa e molto lucida, ma non sfaccettata). L’asterismo è soprattutto evidente sotto l’azione di un singolo raggio di luce diretta. Colore a parte, una pietra stellata ben tagliata presenta una stella distintamente visibile i cui raggi sono diritti ed equidistanti. Le stelle sono posizionate tipicamente al centro della pietra: va però osservato che a volte esse vengono deliberatamente decentrate per ragioni estetiche.

Avventurescenza

Un’altra parola che finisce in -scenza, essa fu introdotta originariamente in una fabbrica veneziana di vetro del ‘700, allorchè un po’ di limatura di rame cadde accidentalmente in un crogiolo contenente vetro in fusione.

La Pietra di Sole

La Pietra di Sole

Secondo la leggenda, gli operai avrebbero esclamato, “a ventura”, cioè “per caso”, avendo osservato che il vetro emanava un vivo sfavillio. Nelle gemme questo fenomeno è determinato da sottili inclusioni metalliche che emettono un certo scintillio. Nel Quarzo Calcedonio, migliaia di sottili lamelle metalliche danno origine a quella luccicante rarità chiamata Avventurina e, quando il fenomeno si presenta nei Feldspati, si parla di Pietra del Sole. Una “gemma” da tenere ben presente è la Goldstone, un surrogato artificiale composto di vetro e rame.

Gatteggiamento

Il gatteggiamento è un fenomeno ottico simile a quello tipico degli occhi del gatto, per cui la gemma riflette la luce in maniera iridescente. Noto anche come effetto “occhio di gatto”, il gatteggiamento si manifesta come una singola linea luminosa, mobile, (che richiama appunto l’occhio di un gatto) prodotta dalla luce riflessa da minute inclusioni a forma di lunghi aghi disposti parallelamente fra loro.

La Sillimanite Occhio di Gatto

La Sillimanite Occhio di Gatto

Analogamente alle gemme “stellate”, l’effetto occhio di gatto si ottiene con un taglio a cabochon (cioè a superficie convessa) ed è massimamente evidenziato da un singolo raggio di luce diretta. Un’altra gemma che presenta lo stesso fenomeno è il Crisoberillo, al punto che se voi parlate a un professionista di “occhio di gatto”, questi intenderà molto probabilmente che voi facciate riferimento al Crisoberillo Occhio di Gatto.

Cangianza

Il fenomeno della cangianza nell’ Alessandrite

Il fenomeno della cangianza nell'Alessandrite

Il fisico Manfred Eickhorst, ben noto per il contributo apportato nel campo degli strumenti per lo studio e l’analisi delle gemme, afferma: “La bellezza che le gemme presentano all’occhio umano è determinata dal loro aspetto colorato”. Ovviamente, questa bellezza è accentuata in modo straordinario se la gemma può anche cambiare colore. Tra le pietre che presentano questa qualità rientra la miracolosa Alessandrite, che, in condizioni di luce naturale, può apparire verde-blu, verde, color cachi, anatra o verde giallastro; mentre, se esposta alla luce incandescente (luce di candela o di lampadina), può apparire rosso bruno, rosso arancio, rosso o porpora rossastro o una combinazione degli stessi. Si parla a questo proposito di “effetto Alessandrite”. Le gemme cangianti mostrano colori diversi quando vengono esposte a differenti fonti di luce. Come si vede nell’arcobaleno, la luce bianca è composta dai singoli colori dello spettro: blu, verde, arancio, rosso, violetto e giallo. Quando la luce bianca passa attraverso la gemma, alcuni colori dello spettro vengono assorbiti. I colori dello spettro meno assorbiti si combinano per produrre il colore della gemma.

È il cambiamento dei colori che compongono una fonte luminosa a far sì che le gemme appaiano diverse nelle varie condizioni di luce. Benchè la luce solare e quella elettrica appaiano simili al nostro occhio, la prima contiene radiazioni di colore blu intenso, mentre la seconda è più ricca di radiazioni rosse. Nelle gemme cangianti, l’assorbimento di diversi colori dello spettro di luce emanato da differenti fonti luminose causa la nostra percezione di “cambiamento di colore”. Altre gemme cangianti sono il Granato Cangiante, lo Zaffiro Cangiante e la Zultanite. Una gemma cangiante viene valutata in base all’intensità del cambiamento colore, alla bellezza e alla possibilità di distinguere i colori nelle varie condizioni di luce, sia naturale che incandescente.

Iridescenza

Iridescenza, dal greco “iris”, che significa “arcobaleno”, è l’effetto ottico dovuto alla scomposizione della luce nei colori dell’arcobaleno su fratture o spaccature insite nella gemma. Un fenomeno di iridescenza molto comune, in cui i colori mutano a seconda dell’angolo di osservazione, si produce sulle bolle di sapone e sulle ali della farfalla.

La Labradorite

La Labradorite

Lo stesso effetto di “iridescenza metallica”, con dominante blu elettrico, detto anche “schiller”, quando si presenta nella Labradorite si chiama appunto “labradorescenza”. La delicata iridescenza che si può invece osservare nelle perle, si chiama “oriente della perla” o “overtone”. Altri esempi di gemme iridescenti sono l’Ammolite, l’Agata di Fuoco e la Madreperla.

Gioco di colore

Ricordate le dimostrazioni di scienze sulla scomposizione della luce, ottenuta per mezzo di un prisma, nei colori dell’arcobaleno? In caso positivo avete già capito che cosa sia il “gioco di colore“.

L´Opale Nero

L´Opale Nero

Esclusivo dell’Opale, il “gioco di colore” consiste in lampi di colore che mutano a seconda dell’angolo visuale. Un Opale, il cui gioco di colore è nella gamma dei rossi rari, è in genere più quotato degli Opali che hanno un gioco di colore limitato al blu e al verde ma, come sempre in materia di gemme, le preferenze di colore sono soggettive e dettate dal gusto personale.

Pleocroismo e Doppia rifrazione

In certe gemme, gli atomi sono disposti in modo che la luce che penetra il cristallo venga rifratta e al tempo stesso scomposta in due componenti o raggi. In tal caso si parla di “doppia rifrazione” o “birifrangenza”. Lo Zircone è un buon esempio di gemma birifrangente. Se i raggi di luce possiedono differenti colori quando la gemma è osservata da differenti angolature, allora si parla di “pleocroismo” ovvero, in senso più tecnico, di dicroismo (due colori, come nella Tormalina) e di tricroismo (tre colori, come nella Tanzanite). Un equivoco diffuso fa ritenere che la birifrangenza di una gemma la renda più brillante. Non è così. Gemme monorifrangenti possono esibire colori di maggiore purezza rispetto a quelli che si osservano in gemme birifrangenti dello stesso colore (per esempio, lo Spinello Rosso in confronto al Rubino). Sembra complesso? Il termine che crea l’equivoco è “doppio”.

Una gemma birifrangente: lo Zircone Ratanakiri

Una gemma birifrangente: lo Zircone Ratanakiri

Mentre la luce viene divisa in due (sdoppiata), la quantità di luce che esce dalla gemma non è raddoppiata. Il pleocroismo di una gemma – che a volte può dar luogo a un colore singolare, aumentandone la ricchezza – presenta tre aspetti rilevanti per il compratore di gemme:

  • Le componenti di colore sono così simili che di solito il pleocroismo non influisce sulla bellezza della gemma (per esempio nel Rubino e nello Zaffiro);
  • Le componenti di colore sono diverse e non sempre attraenti, quindi i tagliatori tenderanno a minimizzare il pleocroismo orientando il cristallo in modo tale che possa dispiegare il suo colore più bello (per esempio nella Kunzite e nella Tanzanite);
  • Le componenti di colore sono diverse, ma attraenti, e allora i tagliatori orienteranno la gemma in modo da produrre una piacevole miscela di colori (per esempio nell'Andalusite e nella e Tormalina Verde Blu).
L´Andalusite, gemma pleocroica

L´Andalusite, gemma pleocroica

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