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Demantoide | Le Gemme di Juwelo dalla A alla Z

Demantoide

“In materia di gemme la bellezza determina la domanda e la rarità ne stabilisce il prezzo. La bellezza del Demantoide è assoluta e la sua rarità è incredibile“.

Gavin Linsell, L’esperto compratore di gemme (2010)

Nome

Il Demantoide o Granato Demantoide è stato scoperto per la prima volta nel 1849 e nominato nel 1855 dal Dr. Nordenskjöld, che classificò anche l’Alessandrite. Il Dr. Nordenskjöld derivò il nome dall’antico tedesco “demant” (simile al Diamante), in considerazione della sua lucentezza adamantina, del suo sfavillio estremo (sparkle) e di un fuoco (detto anche “dispersione”, ossia la scomposizione della luce nei colori che la compongono) superiore anche allo stesso Diamante. Benchè Nordenskjöld ne avesse determinato correttamente la specie di appartenenza, nei tempi successivi alla sua scoperta, il Demantoide fu designato con una gran varietà di nomi comuni e scorretti: Granato Bobrovka, Crisolito Siberiano, Crisolito degli Urali, Perla degli Urali e Smeraldo Uraliano. Fortunatamente, nel 1871, il mineralogista russo V. P. Yeremeev mise in ordine ogni cosa confermando l’appartenenza del Demantoide alla varietà verde dell’Andradite.

Un altro esemplare di Demantoide Ambanja

Un altro esemplare di Demantoide Ambanja

Composizione chimica del Demantoide

Il Demantoide è un Granato di calcio appartenente alla varietà dell’Andradite ed è, insieme al Granato Grossularia, detto anche Tsavorite, un esponente importante dei Granati verdi. I Granati sono un gruppo di minerali idiocromatici con struttura cristallina simile, ma di composizione diversa; si presentano in una varietà di colori: cioccolato, verde, arancio, rosa, porpora, rosso, giallo e blu.

Estrazione del Demantoide

Un tempo si riteneva che il Demantoide fosse destinato a rimanere un ricordo del passato, ma la ripresa in Russia nel 1991 di attività mineraria su piccola scala, e la scoperta di nuovi giacimenti in altri paesi, ha rinnovato l’interesse per le qualità molteplici e attraenti di questa gemma. Il Demantoide viene estratto oggi in Iran, Italia, Madagascar, Mozambico e Namibia, anche se la sua varietà russa, presentando i verdi più puri ed intensi, rimane ancora uno standard di riferimento per il mercato. Le variazioni di colore tra un giacimento e l’altro dipendono dai vari livelli di cromo o, nel caso del Demantoide del Madagascar, dalla sua assenza totale. Ricordiamo che tutti i giacimenti noti producono vero Demantoide: tutta l’Andradite verde è Demantoide, a prescindere dalla spiegazione scientifica del colore. Mentre la caduta dell’Unione Sovietica ha visto riattivati molti degli originari giacimenti negli Urali, nuovi giacimenti di Demantoide russo sono stati scoperti negli anni ‘90, compresi quelli di Karkodino, Kamchatka, Chukotka e diversi altri piccoli giacimenti nella regione di Novouralsk.

Un altro esemplare di Demantoide Ambanja

Un altro esemplare di Demantoide Ambanja

Storia del Demantoide

A causa della somiglianza nel colore, il Demantoide fu scambiato in un primo tempo per Smeraldo e poi erroneamente venduto come Crisolito. Derivando il suo nome dal termine greco che significa “gemma dorata”, il Crisolito è l’antica denominazione del Peridoto (una varietà della Forsterite a Fayalite nel gruppo minerale dell’Olivina). Quando il Demantoide approdò originariamente sul mercato delle gemme preziose, la sua bellezza spettacolare gli assicurò un successo immediato. Come gemma protagonista dell’esclusiva gioielleria vittoriana, il Demantoide ebbe un gran successo nella sua patria, la Russia zarista. Divenuta ben presto una delle pietre più usate dai gioiellieri di corte dello zar nel periodo a cavallo tra fino Ottocento e il primo Novecento, il Demantoide fu anche la gemma preferita del famoso orefice russo Peter Carl Fabergè (1846 - 1920), creatore delle favolose uova d’oro tempestate di pietre preziose. La sovranità del Demantoide si diffuse anche oltre i confini; destò scalpore presso i primi grandi maestri della moda francese e anche il leggendario George Frederick Kunz (capo gemmologo di Tiffany & Co.) fu inviato in Russia per acquistare tutto il Demantoide su cui fosse riuscito a mettere le mani. Ma per la Russia c’erano grandi mutamenti all’orizzonte. Lenin era tornato dal suo esilio, la rivoluzione era scoppiata e i lussi borghesi come le gemme furono nettamente banditi. Senza approvvigionamenti, la domanda finì per scemare, e una gemma un tempo ambita fu relegata ai margini della storia. Oggi il Demantoide continua a essere estratto ancora in diverse località, ma sia per la difficoltà di estrazione, sia per la sua rarità gemmologica, resta una gemma non facilmente reperibile.

Il Demantoide era la gemma preferita da Peter Carl Fabergè (1846-1920), il gioielliere russo particolarmente celebre per le sue Uova di Pasqua Imperiali Fabergé.

Il Demantoide era la gemma preferita da Peter Carl Fabergè (1846-1920), il gioielliere russo particolarmente celebre per le sue Uova di Pasqua Imperiali Fabergé.

Il Demantoide era la gemma preferita da Peter Carl Fabergè (1846-1920), il gioielliere russo particolarmente celebre per le sue Uova di Pasqua Imperiali Fabergé.

Caratteristiche del Demantoide

Come gli Smeraldi, il Demantoide deve il suo colore al cromo e/o al ferro e varia dal verde vivo (verde foresta) e verde giallastro (verde erba) al giallo-verde (savana o verde canarino), anche se in Africa si possono trovare talora dei verdi bluastri e dei verdi grigiastri. Nell’Andradite è il ferro a determinare il giallo, ma quando esso è sostituito dal cromo, la gemma presenta varie sfumature di verde. Se nel Demantoide rimane qualche traccia di ferro, ne risulterà un verde giallo o giallognolo. Fondamentalmente, più giallo appare il Demantoide, più ferro contiene nella sua struttura cristallina. Come nel caso di molte gemme colorate, l’ideale sta nel mezzo e nel caso del Demantoide questo coincide solitamente con un intenso “verde smeraldo”. Se lo Smeraldo è il punto di riferimento standard nel classificare le gemme verdi, nel caso del Demantoide il giudizio sul colore non è però sufficiente, in quanto altri fattori devono essere presi in esame, come il lustro adamantino e l’estremo sfavillio. Un’ulteriore proprietà ottica che occorre considerare è il fuoco: il Demantoide è infatti il Granato con il fuoco più alto di tutti, con una dispersione di 0,057, addirittura maggiore di quella del Diamante (0,044). Un fuoco fantastico in una gemma ne aumenta sia la bellezza che il valore, dando vita a esemplari eccezionalmente brillanti dotati di una speciale lucentezza. Di norma il Demantoide risulta meglio alla luce del giorno , ma poichè contiene sia ferro che cromo, risulta diverso in diverse condizioni di luce: appare lievemente più giallognolo ad una luce accesa, ma questo lieve cambiamento è sempre molto piacevole, accentuando la distinta personalità di questa gemma. Il GIA classifica il Demantoide come gemme di Tipo II (alcune minori inclusioni possono essere visibili a occhio nudo), ma lo standard di mercato è eye-clean.

In realtà, il Demantoide sopra mezzo carato non è solitamente eye-clean e la maggioranza delle gemme estratte sono inferiori al carato. Demantoidi di dimensioni da 1 a 2 carati sono eccezionali e qualunque esemplare superiore a 5 carati è da museo. I Demantoidi europei e quelli africani si differenziano per via di sottili inclusioni fibrose di amianto che si irradiano “a coda di cavallo”. Questi sottili aghi di crisolito formano disegni a colpi di pennello, spesso con cristalli molto piccoli di cromite disposti al centro. I Demantoidi della Numibia e del Madagascar non hanno vere code di cavallo. Inclusioni a “coda di cavallo” sono a volte desiderabili, ma come nel caso dell’alternativa fra colore e fuoco, è ancora una volta una questione di preferenze personali. Siccome il Demantoide è un Granato molto raro e costoso, bisogna assicurarsi che qualunque tipo di inclusione presente, a “coda di cavallo” o quel che sia, non vi sconvolga la percezione della bellezza.

Il Demantoide in tutta la sua bellezza

Il Demantoide in tutta la sua bellezza

Varietà del Demantoide

Accanto al celebre Demantoide Russo, che determina il colore standard per il mercato e che rimane ancora oggi molto raro, è possibile reperire anche i meravigliosi esemplari estratti in Namibia: la loro peculiarità è il colore, di un verde più chiaro rispetto al Demantoide Russo per la quantità inferiore di cromo presente nella sua composizione chimica, ma molto brillante. A partire dagli anni ‘70 ha fatto il suo ingresso sul mercato il Demantoide italiano e dal 2002 il Demantoide iraniano. Recentemente sono stati scoperti degli esemplari anche nel Madagascar: inizialmente scambiato per Zaffiro Verde o per Zircone Verde, l’estrazione di questo Demantoide è iniziata solo nel 2009, nonostante fosse stato individuato inizialmente nel 1922.

Cura del Demantoide

Il Demantoide può essere danneggiato da forti sbalzi termici: per questo è consigliabile non esporlo a drastici cambiamenti di temperatura, così come non sottoporlo a una pulizia a vapore e a ultrasuoni.

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